Root
- Matteo Prizzon
- 14 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Pucciosi animaletti che si malmenano per il controllo della foresta.Un'estetica da libro illustrato per bambini sotto cui si cela un wargame asimmetrico feroce ed estremamente interattivo.
Ogni fazione di abitanti della foresta ha uno stile di gioco proprio, modi diversi di fare punti e sfruttare le carte, abilità uniche e una lore sottostante degna di un'epopea fantasy. Ognuna vive il bosco come un mondo diverso, e Root riesce davvero a far percepire questa distanza: la Marchesa de Gattis ha un gioco logistico e industriale, le nobili aquile un puzzle programmato, il Procione Vagabondo un mini-RPG solitario, l'Alleanza Ribelle una polveriera politica pronta ad esplodere in ogni radura.
Le meccaniche di gioco comuni a tutti sono molto poche (movimento e battaglia, essenzialmente), mentre tutto il resto ruota tutto attorno all’asimmetria estrema. Questo rende il tavolo un ecosistema instabile, difficile da capire, ma tremendamente appagante quando finalmente si riesce a padroneggiare la propria fazione e a comprendere ciò che fanno quelle altrui.
L’obiettivo finale è semplice: arrivare a 30 punti. Il problema è come. Ogni fazione segue un sentiero diverso e, se tutto fila liscio, chi guida il proprio motore in modo efficiente schizza in avanti… fino a quando gli altri non decidono di fermarlo. L'interazione è infatti molto forte e un giocatore che si mostri troppo in testa rispetto agli altri rischia di essere rapidamente devastato da attacchi continui di gatti, uccelli, lontre e talpe. La corsa alla vittoria è un elastico continuo: cooperazioni tacite, tradimenti improvvisi, attacchi “solo per bilanciare”, e un procione che corre qua e là rovistando nella monnezza e che tutti ignorano fino a quando non è troppo tardi.
Root è un gioco spietato, nonostante le colorate e graziose apparenze, un’esperienza che punisce molto ma sa anche ripagare a dovere. Se il gruppo ama approfondire, migliorare, imparare le numerose fazioni e creare rivalità epiche, allora questo bosco merita una visita. Ma se l'idea di imparare 4 modi diversi di giocare un singolo gioco in una sola sera sembra un incubo, allora meglio tenersene debitamente a distanza.
Complessità: 4/5
Numero giocatori: 2-4 (disponibile la modalità solitaria e fino a 6 giocatori con relative espansioni)
Durata: 2-3 ore, ma dipende molto dal numero di partecipanti
Voto Orso (Competitivo): 8,5/10
Voto Scoiattolo (Stratega): 7,5/10
Voto Volpe (Esploratore): 8/10
Voto Leone (Cooperativo): 7/10 Voto Koala (Equilibrio): 6,5/10
Rigiocabilità: Alta. Basta cambiare fazione utilizzata per vivere un'esperienza totalmente diversa. Con le espansioni, contando le varie combinazioni possibili, diventa altissima.
Fattore Fortuna: Medio. Carte pescate e dadi in combattimento si affidano quasi del tutto alla sorte.
Parlando di soldini: il prezzo del gioco base oscilla tra 60-70 € in store online e talvolta fisici specializzati. Data la grande popolarità, lo si può trovare piuttosto agevolmente.Esistono parecchie espansioni (Riverfolk, Underworld, Marauder, Clockwork) che aggiungono la modalità in singolo e un'infinità di nuove fazioni, per ampliare l'esperienza di gioco e alzare il numero di possibili partecipanti (forse troppo).
Aspetto preferito: l'asimmetria fortissima e la perfetta caratterizzazione di ciascuna fazione in ogni suo minimo aspetto. E nonostante ciò, il fatto che il gioco risulti comunque perlopiù bilanciato.
Problematiche: È un titolo che richiede molto impegno, soprattutto alla prima partita (e al primo utilizzo di ciascuna singola fazione da parte di ognuno...). L'interazione molto forte consente di autobilanciare l'asimmetria, ma crea anche situazioni spiacevoli per giocatori su cui ci si può accanire - meglio giochi, più sei un bersaglio, e talvolta puoi solo subire in silenzio.







































Commenti