Altay
- Matteo Prizzon
- 12 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min
TEMA
Altay è ambientato in un mondo fantasy/arcaico, diviso tra quattro fazioni in lotta, che rappresentano ognuna approcci diversi al conflitto e allo sviluppo: il bellicoso Popolo del Fuoco; gli abili costruttori del Popolo della Terra; il laborioso Piccolo Popolo; il saggio Popolo degli Elfi. Il tema è, insomma, quello dello scontro tra civiltà, ma reso in modo più semplice e immediato rispetto ad altri titoli analoghi.
OBIETTIVO
Totalizzare più punti degli altri giocatori tramite progressi tecnologici e vittorie militari.
MECCANICHE
Il gioco è un mix di area control, gestione risorse e deckbuilding, partendo da fazioni con mazzi asimmetrici. Ogni popolo gioca in modo diverso, almeno all'inizio: c’è chi punta sull’espansione aggressiva, chi sullo sviluppo di tecnologie, chi sul controllo delle regioni. Il deckbuilding si basa su carte sempre disponibili in un mercato comune, e non su "pescate casuali": questo rende il tutto più tattico, ma anche meno imprevedibile e pertanto meno rigiocabile nel lungo termine. Le meccaniche sono varie e ben amalgamate tra loro, anche se non vi è alcun guizzo rivoluzionario o qualcosa di effettivamente unico.
NEL TURNO
Nel proprio turno si giocano tutte le carte che si hanno in mano (ovvero 5, di base) per effettuare diverse azioni: ottenere Risorse è fondamentale, e con esse è poi possibile costruire insediamenti, comprare nuove carte dal mercato per arricchire il proprio mazzo o sviluppare tecnologie per ottenere utili bonus, tra cui effetti passivi permanenti. Inoltre, vi è un sistema di Combattimento piuttosto semplice basato su carte usate e insediamenti coinvolti: le battaglie sono rapide, risolte senza rallentare il flusso della partita, e servono più a ridefinire gli equilibri e a ottenere qualche punto aggiuntivo che a eliminare avversari. Il ritmo è sostenuto e mai noioso: anche se le partite possono arrivare a durare più del previsto, scorrono abbastanza piacevolmente e senza che ce ne si accorga.
CONCLUSIONI
Altay è un titolo che richiede un'onesta dose di attenzione, pianificazione e voglia di concentrarsi, ma senza arrivare ad essere un giocone da ore e ore al tavolo e cefalea. Può essere una buona scelta per i giocatori che vogliono passare da giochi casual/party a titoli più corposi, facendolo però in modo graduale. Non è il migliore dei titoli di questo tipo (le non poche problematiche sono esposte nel paragrafo relativo sottostante), ma certo è uno dei più scorrevoli e facili da capire: permette a tutti di crearsi una propria civiltà e di trascorrere un paio d'ore in amicizia a rubarsi insediamenti e maledirsi ed è pertanto un punto di incontro per qualsiasi tipo di giocatore.
Complessità: 2/5
Numero giocatori: 2-4
Durata: 1-2 ore
FORTOMETRO:
Orso (Competitivo): 7/10
Volpe (Esploratore): 6,5/10
Leone (Cooperativo): 7,5/10
Scoiattolo (Stratega): 6,5/10
Rigiocabilità: Bassa/Moderata. Cambiare fazione può regalare un'esperienza vagamente diversa, ma le carte disponibili sono sempre le medesime durante ogni partita.
Fattore Fortuna: Moderato. Per quanto uno possa modificare il proprio mazzo e mitigare parzialmente il peso della sorte, alla fine si può sempre pescare bene o male, indipendentemente dalla propria abilità. Pesca 5 carte Mele di fila e vedi se non urli.
Parlando di soldini: Altay si trova generalmente intorno ai 35–50€, un prezzo direi abbordabile data la natura del gioco. È reperibile nei principali store online specializzati e potrebbe trovarsi anche in alcuni negozi fisici. Buona l'organizzazione interna della scatola, che permette di riporre tutto con ordine.
Aspetto preferito: Le illustrazioni sono graziose. L'identità delle varie fazioni è abbastanza ben caratterizzata. La partita scorre piacevolmente, senza annoiare o diventare stressante.
Problematiche: Il mazzo iniziale di alcune Fazioni sembra più performante di altre (almeno per chi non è un esperto del gioco). Il sistema di combattimento e la struttura della mappa si prestano ad accanimenti e a situazioni difficilmente recuperabili, e i giocatori posizionati agli angoli opposti sono portati quasi inevitabilmente a non interagire una singola volta. Il sistema di deckbuilding è molto semplice - qualcuno potrebbe percepirlo fin troppo basilare. La mappa di gioco presenta aree già pensate per un'espansione che, tuttavia, non è presente nella scatola base: questo reca un certo indescrivibile fastidio a pelle.



































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