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Fortecedario - O come One-vs-Many

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Con One-vs-Many si indica una struttura di gioco asimmetrica in cui un partecipante affronta contemporaneamente un gruppo di avversari, disponendo di regole, obiettivi o capacità differenti, in genere per compensare l'inferiorità numerica.


Non si tratta di un semplice "uno contro tutti": il design dei giochi One-vs-Many regala due esperienze profondamente differenti a seconda della squadra. Il singolo partecipante dispone generalmente di poteri unici e più forti, più informazioni, meccaniche completamente diverse rispetto al gruppo che gli si oppone, che deve unire le forze per essere in grado di fronteggiarlo.


In Descent, ad esempio, un giocatore interpreta l'Overlord, controllando mostri, trappole ed eventi che cercano di ostacolare la compagnia di eroi. Le due parti condividono il medesimo scenario, ma affrontano la partita con strumenti completamente differenti. E il tutto si articola su una Campagna, ad aggiungere ulteriore complessità.


In The Others, analogamente, il singolo giocatore controlla uno dei Sette Peccati Capitali, mentre gli altri partecipanti cooperano nei panni degli eroi, attinti da varie mitologie. Entrambe le fazioni dispongono di capacità specifiche e turni diversi. Il gioco si articola in scenari individuali, rendendolo più facilmente fruibile rispetto a una campagna, ed è forse il mio preferito di questo genere.


Un'originale variante è proposta da Alone, dove il ruolo viene quasi ribaltato: un solo esploratore affronta un gruppo di giocatori che controllano l'intero ambiente ostile e le creature malvagie che lo abitano. Il tema di fondo resta lo stesso — un partecipante contro molti — ma il modo in cui questa asimmetria viene costruita è ribaltato, creando un gioco di esplorazione molto originale.


Anche Terrorscape rientra in questa famiglia di giochi, fondendo la struttura One-vs-Many con elementi di deduzione e sopravvivenza. Il risultato è un'esperienza fortemente asimmetrica, nella quale cacciatore e superstiti vivono la partita secondo prospettive completamente diverse.


Esistono poi giochi che sfiorano questa struttura senza appartenerle pienamente. In War of the Ring, ad esempio, è possibile giocare uno contro due, ma lo schieramento con due giocatori viene comunque controllato come un'unica fazione, rendendo la differenza soprattutto numerica e non di meccaniche. In Oath, invece, ogni partecipante gioca individualmente, ma il Cancelliere finisce spesso per trovarsi al centro delle mire degli altri giocatori. In questi casi si possono creare dinamiche simili a un One-vs-Many, pur rimanendo all'interno di categorie differenti.


Realizzare un buon gioco One-vs-Many rappresenta una delle sfide più difficili per un game designer. Bilanciare un singolo giocatore contro un'intera squadra richiede infatti un'attenta progettazione: il singolo non deve sentirsi sopraffatto, ma nemmeno trasformarsi in un avversario imbattibile, e riuscire a trovare questo equilibrio non è sempre scontato. Quando si riesce, tuttavia, il risultato è una delle esperienze più immersive che si possano assaporare al tavolo, capace di far vivere ai partecipanti ruoli e sensazioni completamente differenti. Purché quello che gioca da solo sia in grado di reggere la pressione psicologica e decisionale... cosa non da tutti.


Meglio stare nei panni del supercattivo solitario, o della squadra che cerca disperatamente di salvarsi/fermarlo?




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