Flamecraft
- Matteo Prizzon
- 13 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Draghetti che corrono di negozio in negozio accumulando risorse, aiutando un villaggio fantasy a prosperare e popolando le botteghe con piccoli lucertoloni artigiani. Questo il ruolo che ogni giocatore ricoprirà in Flamecraft: niente battaglie, niente conflitto, solo fabbri, panettieri, alchimisti, incantesimi e draghetti che lavorano sodo. L’ambientazione è il cuore dell’esperienza, sostenuta da illustrazioni pastello e da un tono volutamente pacifico e rilassante.
Il gioco ruota attorno a un piazzamento lavoratori molto accessibile con una leggera componente di engine building, che però riguarda il villaggio comune a tutti, e non plance di singoli giocatori. I “lavoratori” sono i draghetti, uno per ogni partecipante, che vengono collocati nei negozi per attivarne gli effetti: produzione di risorse, bonus immediati o sinergie future. Emergono dinamiche da gestionale leggero, ma più frenetico di quanto sembri, almeno nella percezione della durata complessiva: la profondità nasce dall’ottimizzazione dei propri turni e dal riuscire a sfruttare le proprie risorse prima degli altri, non certo dalla complessità delle regole, ma ci si può trovare con meno tempo di quanto si aveva sperato.
Nel proprio turno, un giocatore sceglie essenzialmente un'azione tra due: o realizza un incantamento, o piazza il suo drago. Dal piazzamento si innesca tutto. Attiva il negozio, ottiene risorse, sfrutta gli artigiani lì presenti ed eventuali effetti speciali del posto. E quando si possiedono abbastanza risorse, è possibile lanciare un incantamento, per potenziare permanentemente un negozio, ottenere punti vittoria e attivare effetti vari.
Flamecraft è un gioco per stare tranquilli. Non punisce, non mette (troppa) pressione, non richiede pianificazione particolarmente complessa. Domanda solo al giocatore di ottimizzare, raccogliere risorse e godersi le bellissime illustrazioni fantasy. Se si cerca un gestionale leggero, coccoloso e accogliente, è una buona scelta. Se si vuole palpitare, soffrire e maledire gli altri giocatori… beh, i draghi sanno sputare fuoco, ma qui ci puoi tuttalpiù accendere un barbecue.
Complessità: 2/5
Numero giocatori: 1-5
Durata: 1-2 ore
FORTOMETRO:
Orso (Competitivo): 7/10
Scoiattolo (Stratega): 7,5/10
Volpe (Esploratore): 7,5/10
Koala (Equilibrio): 8/10
Maialino (Cooperativo): 8/10
Rigiocabilità: Moderata. Il villaggio è modulare e i negozi e le carte pescate cambiano leggermente da partita a partita. Vi sono anche "obiettivi" di incantesimi più difficili a disposizione.
Fattore Fortuna: Basso/Moderato. Essenzialmente nelle carte incantamento che escono e nelle situazioni che vengono a crearsi.
Parlando di soldini: Flamecraft è disponibile in edizione italiana o inglese e si trova generalmente tra i 30 e i 45€, sia in negozi fisici specializzati, sia online.
Al momento non vi sono vere e proprie espansioni, ma sono stati prodotti contenuti aggiuntivi e miniature/risorse premium in ambito Kickstarter, che sono quelli visibili nelle foto qui proposte.
Aspetto preferito: Il tema e le illustrazioni draghettose adorabili. Ma anche scorrevolezza e accessibilità: lo si spiega in pochi minuti e lo si gioca con chiunque. L’iconografia è chiara e la sensazione generale è quella di un gioco che non stressa. Funziona bene sia con famiglie/giocatori occasionali che con giocatori abituali, quando si vuole qualcosa di più leggero e tenero ma comunque a suo modo appagante.
Problematiche: Interazioni molto limitate e, alla lunga, ripetitività delle strategie adottabili. Le meccaniche sono semplici e possono risultare poco profonde. È così pacato e adorabile, che a volte vorresti che ti desse almeno un morsetto.



















































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