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Sweet Lands

Colori pastello, ambientazione zuccherosa e un’aria da fiaba edibile. Ma sotto alla glassa apparentemente innocente di Sweet Lands si nasconde un gioco lungo, articolato e per niente facile da padroneggiare.


I giocatori - o il giocatore, visto che è presente anche una modalità solo - hanno il compito di far crescere e prosperare la loro regione dolciosa, scoprendo nuovi territori, costruendo edifici e strade e reclutando abitanti che li aiutino nell'impresa. Il tema, tuttavia, non è narrativo né profondo: dolci e cibarie ci sono, ma più che altro come sfondo all'efficiente industria che si sta cercando di portare avanti. Basti pensare che le risorse principali sono legno e minerali, e non cannella e pasticcini...


Quanto a meccaniche, il caldo cuore morbido del gioco sono il piazzamento di lavoratori comuni, lo sviluppo della propria regione tramite il piazzamento di Tessere Territorio e la gestione della propria mano di carte, che oltre ad avere effetti vari svolgono anche la funzione di "Punti Azione". Non c’è un vero e proprio engine building stratificato: le regole sono abbastanza snelle, il flusso è rapido e le scelte sono molto numerose, ma sempre disponibili. Il vero problema è riuscire a creare una strategia nel lungo termine e capire su quale tracciato puntare, quando potenziare la produzione di Risorse e quando andare dritto ai Punti Vittoria. È un gioco che si spiega in mezz'oretta, ma che richiede poi attenzione per diverse ore.


Sweet Lands non è, infatti, difficile da capire nelle regole, ma dura davvero tanto e richiede una pianificazione e una lettura del tavolo tali da essere facilmente percepibile come un gioco ad alta complessità. Per queste ragioni, si potrebbe consigliare a chi ama i city builder, le (numerose) scelte strategiche e i giochi con interazione indiretta, ma soprattutto a chi è disposto a trascorrere molte ore al tavolo.




Complessità: 3,5/5


Numero giocatori: 1-4


Durata: 3-4 ore, preparatevi a stare seduti a lungo


Voto Orso (Competitivo): 7,5/10

Voto Scoiattolo (Stratega): 7,5/10

Voto Volpe (Esploratore): 8/10



Rigiocabilità: Moderata. Vi sono alcuni elementi asimmetrici e/o randomizzati, ma il flusso della partita rimane poi grossomodo il medesimo.


Fattore Fortuna: Basso. Solamente nelle carte pescate, che però possono essere utilizzate anche come "azioni".


Parlando di soldini: Il gioco ha un valore di circa 70-100, ma attualmente può essere ostico procurarsene una copia: è da poco stato inviato a chi aveva sostenuto la sua campagna di crowdfunding, dunque è disponibile essenzialmente presso venditori privati ed è più un gioco da collezione che un prodotto tradizionale in vendita.


Aspetto preferito: La grafica curata e le illustrazioni zuccherine. Mi stuzzica molto anche la parte di gestione della propria piccola regione, tra sviluppo territoriale e costruzione di strade e città.


Problematiche: La dispersività si sente: tante meccaniche che ti lasciano confuso su cosa dovresti fare, incapace di decidere se puntare tutto su un solo aspetto o provare a portarli avanti un po' tutti. Anche la durata, percepibile come eccessiva per questa tipologia di gioco. Infine, la totale assenza di organizzazione della scatola: solo sacchettini e tessere buttate alla rinfusa.

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