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Anachrony

  • 23 giu
  • Tempo di lettura: 3 min

TEMA

Un cataclisma ha devastato la Terra, e un altro sta per darle il colpo di grazia. Per prepararsi, oltre a mech potenziati utili a sopravvivere all'ambiente ormai ostile del pianeta, le fazioni superstiti possiedono una tecnologia che consente di inviare risorse attraverso il tempo, di ricevere oggi materiali che verranno restituiti soltanto dai loro stessi del futuro. Il problema, per i giocatori, è che questo futuro poi arriva sempre, e i debiti con i noi stessi del passato vanno onorati.


Questa originale premessa fantascientifica è ciò su cui si fonda l'intero gioco. Le diverse fazioni rappresentano filosofie politiche e scientifiche differenti, con poteri unici che modificano l'approccio strategico e, tematicamente, l'approccio all'apocalisse imminente.


L'arrivo del cataclisma divide inoltre la partita in due epoche diverse, creando una evoluzione narrativa efficace durante la partita.


OBIETTIVO

Guidare la propria fazione verso la supremazia prima e dopo l'apocalisse, accumulando più Punti Vittoria.


MECCANICHE e TURNO DI GIOCO

Anachrony è un insieme variegato di meccaniche che funziona bene: worker placement con Mech e specialisti per effettuare varie azioni in giro per la mappa; Open draft di edifici e tecnologie per ottenere utili potenziamenti permanenti, che arrivano a rasentare l'engine building; resource management perché ogni singola scelta ha generalmente un costo, e se non ti organizzi a dovere finisci bloccato in eterno nello spazio-tempo.


Il punto focale è probabilmente il piazzamento lavoratori: ogni giocatore dispone di specialisti differenti, e questi specialisti possono svolgere soltanto determinate azioni, o ottenere maggiori benefici da azioni specifiche. Tali specialisti possono andare direttamente ad agire negli spazi della propria città di fazione, ma se si desidera uscire all'esterno, si aggiunge la necessità di utilizzare i mech. Tuttavia, è proprio all'esterno che si possono ottenere la maggior parte delle risorse e tecnologie utili a progredire.

Le risorse sono numerose e caratterizzate: materiali da costruzione come titanio, uranio e oro, acqua, reattori energetici e neutronio hanno utilizzi specifici e richiedono una pianificazione piuttosto precisa.


Grande importanza assumono anche gli edifici, che ampliano progressivamente le possibilità della propria plancia personale/città, trasformandola in un luogo aggiuntivo dove poter mandare i propri specialisti.


L'elemento più distintivo del gioco è però sicuramente il sistema dei viaggi temporali. Durante precisi momenti di gioco è possibile "prendere in prestito" risorse dal proprio futuro. Quelle risorse diventano immediatamente disponibili, ma prima o poi dovranno essere restituite; ignorare il debito temporale genera anomalie che penalizzano il punteggio finale e rallentano lo sviluppo della propria civiltà, mentre saldarli tempestivamente conferisce un aumento dei propri punti vittoria.


CONCLUSIONI

Il maggior pregio di Anachrony è quello di riuscire a fondere perfettamente tema e (numerose) meccaniche, creando un sistema complesso di regole e decisioni, che si dipanano in una partita generalmente lunga in cui, però, ogni singola scelta può avere un peso non indifferente.


Proprio per questo non è un titolo indulgente, né facile da approcciare. Richiede pianificazione e concentrazione costante, una buona capacità di calcolare diversi turni in anticipo e, possibilmente, una discreta esperienza con gli eurogame più complessi. Il rischio di sentirsi sopraffatti dalla quantità di elementi e informazioni da gestire è presente se non si è abituati o nella giusta ottica.


Per gli appassionati dei giochi strategici più impegnativi, però, rappresenta una delle produzioni più riuscite degli ultimi tempi, soprattutto per chi ama i giochi dove l'interazione è perlopiù indiretta e non ci si può danneggiare più di tanto. Ne esce una sorta di rompicapo gestionale, dove ogni decisione ha conseguenze anche molti turni dopo, nelle pieghe del tempo che ancora neanche stai considerando. Il tuo io del futuro, però, è già lì.



Complessità: 4/5


Numero giocatori: 1-4


Durata: 2 - 4 ore


FORTOMETRO:

Orso (Competitivo): 8/10

Scoiattolo (Stratega): 8,5/10

Volpe (Esploratore): 9/10





Rigiocabilità: Moderata. Fazioni variabili, elementi casuali che mutano di partita in partita... ma la lunghezza/complessità scoraggia il giocarci spesso, così come il setup non praticissimo senza organizzatori dedicati.


Fattore Fortuna: Basso. Un solo dado, che peraltro si può non usare. Un po' nelle tessere edificio/tecnologia che escono, ma assolutamente marginale.


Parlando di soldini: La versione Essential Edition si trova generalmente tra 70 e 80€, mentre la più ricca Infinity Box supera facilmente i 200-300€.

Il gioco nella versione essenziale è reperibile presso numerosi negozi specializzati, fisici o online, mentre l'Infinity può essere decisamente più ardua da trovare. Le espansioni aggiungono complessità e variabilità, e possono consigliarsi a chi è molto appassionato del gioco base, ma non le definirei indispensabili (salvo le miniature dei mech... bellissime sempre...).


Aspetto preferito: Il sistema dei viaggi nel tempo è unico e ben implementato come meccanica.


Problematiche: L'impatto iniziale è importante, per la quantità di scelte e meccaniche che interagiscono contemporaneamente. Per questo, anche il tempo di gioco può diventare considerevole, superando facilmente le tre ore. Infine, l'interazione diretta è molto contenuta - non è necessariamente un problema, ma per qualcuno (io) potrebbe.

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