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Brass: Birmingham

  • 22 mag
  • Tempo di lettura: 4 min

TEMA

Ambientato durante la Rivoluzione Industriale inglese, Brass: Birmingham fa rivestire ai giocatori il ruolo di imprenditori che cercano di sviluppare il proprio impero commerciale, tra carbone, ferro e (scarsità costante di) denaro.


Oltre a puntare su estetica e località reali per aumentare l'immersività in questo tema - tutt'altro che facile da rendere coinvolgente - anche le meccaniche cercano di seguire le logiche economiche e logistiche dell’epoca. Il carbone deve essere trasportato tramite reti ferroviarie collegate, il ferro è più facilmente accessibile, la birra è necessaria per vendere merci e commerciare, e il passaggio storico dai canali ferroviari alle ferrovie modifica da un round all'altro il ritmo della partita. Il manuale stesso spiega questa scelta, che è storicamente difendibile: infatti, il carbone doveva essere trasportato attraverso una rete collegata perché era una risorsa estremamente pesante, ingombrante e richiesta in enormi quantità durante la Rivoluzione Industriale. Trasportarlo efficientemente richiedeva infrastrutture importanti: canali prima e ferrovie poi. Il ferro, invece, era richiesto in quantità più piccole e facilmente movimentabili. Poteva essere trasportato anche tramite carri, senza necessitare necessariamente di una locomotiva. E la Birra che c'entra? Era spesso inclusa nei pasti e negli accordi di lavoro degli operai, perché più sicura dell'acqua, non sempre potabile.


Pur parlando di industrie e manifatture, il gioco riesce a essere effettivamente interessante e a ricalcare bene questo contesto storico. Le città si riempiono lentamente di industrie, le reti commerciali diventano sempre più intricate e la Rivoluzione Industriale avviene turno dopo turno sotto agli occhi dei giocatori.


OBIETTIVO

Costruire il motore industriale più redditizio, accumulando punti tramite edifici sviluppati e collegamenti commerciali.


MECCANICHE e TURNO DI GIOCO

Dal punto di vista delle meccaniche, il gioco è una commistione di gestione della mano e delle risorse, costruzione di una rete di strade e strutture e pianificazione serrata: i turni appaiono tanti, all'inizio, ma le azioni non sembrano mai davvero sufficienti a fare tutto ciò che si vorrebbe, e ogni decisione pesa più di quanto sembri.


Ogni giocatore possiede una mano di carte che determinano le azioni disponibili, e a ogni turno si hanno soltanto due azioni.


Si possono costruire industrie, sviluppare tecnologie, espandere reti fluviali prima e ferroviarie poi, vendere le infrastrutture realizzate in cambio di punti vittoria oppure ottenere prestiti per finanziare il proprio sviluppo. La difficoltà è che tutto questo è in competizione per tempo, risorse e spazio sulla plancia.


La gestione economica è, a mio avviso, l'elemento più interessante, perché non è del tutto individuale, ma si basa su un utilizzo comune, che giova ad ambedue le parti coinvolte. Spesso si sfruttano carbone, ferro o collegamenti costruiti dagli avversari, aiutandoli indirettamente a ottenere punti e introiti. È un’interazione insolita: collaborativa solo in apparenza, ma in realtà profondamente opportunistica. In pieno stile capitalista. Non assalisci direttamente gli altri, ma ogni scelta altera il mercato, la plancia e la propria rete ferroviaria può influenza direttamente o indirettamente le possibilità degli altri, così come tagliarli fuori da una parte della città.


La partita è divisa in due ere: quella dei canali e quella ferroviaria. Alla fine della prima metà molte strutture e collegamenti vengono rimossi dal tabellone, costringendo a ripensare completamente la propria strategia e a prepararsi a dovere a questo momento (oltre che impedire - probabilmente - che qualcuno diventi eccessivamente influente in fasi precoci della partita).


CONCLUSIONI

Non è difficile capire perché Brass: Birmingham sia in cima alla classifica di BGG. Le regole non sono troppo ardue da capire, ma il peso di ogni carta giocata si sente e rende ragione dell'alta complessità che gli viene attribuita.


È infatti da dire che si tratta di un gioco "severo". Le prime partite possono essere punitive, bastano poche scelte sbagliate per condannarsi, e il rischio di sentirsi economicamente soffocati è molto concreto. Il livello di attenzione richiesto rimane elevato per tutta la durata della partita e, nonostante non sia direttamente interattivo, bisogna comunque fare attenzione a cosa possono o non possono fare gli altri, per evitare di favorirli inavvertitamente con la propria rete ferroviaria.

Ma quando si riesce a fare la mossa giusta al momento giusto, la soddisfazione che si prova è considerevole.


Non è il gioco di prima scelta per amanti di interazioni dirette e battaglie, ma non può che essere caldamente consigliato a chi apprezza eurogame e giochi in cui la vittoria viene ottenuta dalla pianificazione attenta, in cui ogni singola azione è un mattoncino per riuscire a creare la propria industria rivoluzionaria. E poi, visti i riconoscimenti che ha ottenuto, è un pezzo da avere in collezione per tutti gli appassionati di giochi da tavolo.



Complessità: 3,5/5


Numero giocatori: 2-4


Durata: 2 - 3 ore


FORTOMETRO:

Orso (Competitivo): 8,5/10





Rigiocabilità: Moderata. Cambiano le carte pescate ogni volta e vi sono diverse strategie per vincere, ma non ci sono reali elementi variabili di partita in partita.


Fattore Fortuna: Basso. Vero che le azioni dipendono dalle carte, ma avendone otto in mano è difficile bloccarsi, salvo in situazioni molto specifiche. Non ho mai sentito di star perdendo o vincendo a causa della "sorte".


Parlando di soldini: Il gioco si trova generalmente intorno agli 80. È facilmente reperibile presso store online e negozi specializzati.

Non esistono espansioni per Brass: Birmingham, ma non è il primo capitolo della serie. Prima esisteva infatti Brass: Lancashire, versione precedente e più asciutta, generalmente considerata più severa sotto certi aspetti.

Birmingham ne rappresenta un’evoluzione più ricca e permissiva, grazie soprattutto all’introduzione della birra, di una maggiore varietà industriale e di possibilità tattiche più ampie, secondo l'opinione comune (preciso, tuttavia, che io personalmente non ho provato Lancashire).

È inoltre in sviluppo anche Brass: Pittsburgh, nuovo capitolo della serie ambientato negli Stati Uniti industriali, annunciato da Roxley come ulteriore reinterpretazione del sistema Brass.


Aspetto preferito: Il modo in cui, pur non essendoci interazione diretta reale, ci si trovi comunque ad interagire costantemente: tra economia condivisa, spazi limitati e rete ferroviaria comune, si ha comunque sempre a che fare con gli altri, senza mai aggredirsi davvero.


Problematiche: La curva di apprendimento è ripida. Non tanto per capire le regole base, quanto per comprendere davvero cosa poter fare a lungo termine, quale strategia adottare e come portarla avanti. Le prime partite possono risultare punitive e comportare frequenti paralisi decisionali, oltre che un saltuario senso di confusione.

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