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MOZAÏK

12 ore fa
Tempo di lettura: 5 min

TEMA

Mozaïk punta tutto sulla bellezza delle sue illustrazioni e sull'immaginazione che ingenerano nel cervellino di chi le guarda, attraverso una raccolta di disegni che spaziano dal fantastico al quotidiano, dalla natura alla fantascienza, dal surreale a personaggi improbabili ma adorabili. Non c'è quindi un vero e proprio tema narrativo né di sfondo.


Le carte sono state realizzate da 33 illustratori differenti, ciascuno con uno stile proprio ma che in qualche modo ben entra in armonia con quello di tutti gli altri. E proprio su queste illustrazioni, sulla loro ricchezza di dettagli e sulla possibilità di associazioni interne tra i vari particolari "nascosti" si basa anche il gameplay di questo gioco.


Si viene così naturalmente a creare un piccolo museo di mondi differenti che va formandosi sul tavolo davanti ai giocatori, nel quale una singola illustrazione può assumere significati diversi a seconda dell'osservatore e del dettagli che gli serve in quel momento per far "quadrare" la propria griglia e i propri obiettivi.


OBIETTIVO

Totalizzare più punti degli altri creando abbinamenti migliori tra immagini e parole nella propria composizione.


MECCANICHE

Ma in che modo tutti questi disegni, per quanto carini, possono creare un effettivo puzzle game di carte? Nel corso della partita, ciascun partecipante andrà a costruire la propria griglia 3×3 di carte Immagine, attorno alla quale dovrà progressivamente collocare anche delle carte Parola, alle estremità delle righe e delle colonne, con un massimo di una parola per ciascuna estremità, facendo in modo che le illustrazioni nella relativa riga/colonna contengano qualcosa che si collega alla parola posizionata.


Al termine della partita, quindi, ogni giocatore avrà disposto nove immagini e nove parole, cercando di costruire il maggior numero possibile di collegamenti coerenti tra loro. Facile all'inizio, ma un bel problema scervellante quando si devono andare ad incastrare le successive immagini o parole in righe e colonne già parzialmente definite.


Cercando di spiegare più approfonditamente questo concetto: ogni parola posta ai margini fornisce punti in funzione di quante immagini della rispettiva riga o colonna riescono a soddisfarne il significato della parola (che può essere un concetto o un elemento materiale). Un'immagine può contribuire contemporaneamente a più parole, rendendo particolarmente importanti le intersezioni fra righe e colonne, l'incastro i tutto nel modo migliore possibile e l'attenzione quasi patologica per i dettagli.

Le parole sono inoltre suddivise in tre livelli di difficoltà, con ricompense crescenti al crescere della difficoltà di associazione. Quelle più semplici risultano generalmente applicabili a un maggior numero di immagini, mentre quelle più specifiche possono essere molto più difficili da sfruttare, ma offrono anche più punti.


A complicare questo rompicapo già di per sé a tratti piuttosto cervellotico interviene anche una componente di open drafting, dal momento che le parole disponibili sono condivise fra tutti i giocatori, e l'ordine nel quale vengono selezionate dipende da un numero presente sulle carte Immagine. La scelta di un'illustrazione deve quindi considerare non soltanto quanto questa sia utile alla propria griglia, ma anche la possibilità di ottenere una determinata parola prima degli avversari.


TURNO DI GIOCO

La partita dura per nove round, al termine dei quali ogni giocatore disporrà di una griglia 3x3 di Immagini, con agli estremi poste 9 Parole.

All'inizio della partita, ciascun giocatore riceve tre carte Immagine e al centro del tavolo viene rivelato un numero di carte Parola pari al numero dei partecipanti più uno, e questa sarà la struttura anche di tutti i round seguenti.


Ogni round comincia con una scelta simultanea, durante la quale ciascuno - dopo aver letto le Parole disponibili sul tavolo per quel round - seleziona una delle tre immagini presenti nella propria mano e la colloca coperta davanti a sé. Sarà quella che andrà a piazzare nella propria griglia durante la fase successiva. Quando tutti hanno fatto, queste carte vengono rivelate, e i numeri riportati sulle carte determinano anche l'ordine di turno, dal più basso al più alto.


Basandosi su questo ordine, il primo giocatore sceglie una delle parole disponibili al centro del tavolo, dopodiché colloca sia questa sia la propria immagine in due posizioni a sua scelta ancora libere della griglia personale. Si controllano quindi le eventuali associazioni tra immagini e parole create, aggiornando il punteggio spostando i segnalini sulle carte Parola.


A questo punto è possibile conservare le due immagini rimaste in mano e pescarne una nuova, oppure scartarle entrambe per pescarne tre totalmente nuove. Quest'ultima possibilità permette di rinnovare completamente le opzioni a propria disposizione, se si vede che non si abbinano troppo bene con ciò che si sta creando nella propria griglia, ma presenta un costo non indifferente, dal momento che ogni coppia di immagini scartate comporterà una penalità di un punto sul conteggio di fine partita.


Completato il turno del singolo partecipante, si procede analogamente con il giocatore successivo, che ripeterà il procedimento avendo però una carta Parola in meno tra cui scegliere (e sperando che chi ha giocato prima di lui non gli abbia sottratto proprio quella che stava puntando...)

Quando tutti hanno terminato, la parola rimasta inutilizzata viene scartata e si rivelano nuove parole, procedendo al round seguente.


CONCLUSIONI

Mozaïk sembra riuscire discretamente bene nel suo obiettivo di prendere l'ormai molto familiare concetto di associazione fra immagini e idee e trasformarlo in un piccolo puzzle di piazzamento, senza sacrificare l'immediatezza delle regole e l'accessibilità a qualsiasi tipo di pubblico.


La sua unicità non consiste infatti nella bellezza delle illustrazioni (per quanto belle), ma nel modo in cui queste vengono integrate nella progressiva formazione della propria griglia e nel resto delle regole. Ogni carta è contemporaneamente un'occasione per fare punti, un vincolo non indifferente per le scelte successive e persino uno strumento per determinare la propria posizione nell'ordine di turno.

Resta, tuttavia, un gioco molto semplice e anche fortemente dipendente dalla compagnia. La libertà interpretativa di alcune associazioni può produrre discussioni piacevoli quanto potenzialmente frustranti e la casualità si fa sentire talvolta con una certa prepotenza.


La prima cosa che ho pensato dopo averlo giocato è stata che è un Dixit più tattico e posizionale, e resto in generale in linea con questa prima sensazione anche adesso. Mozaik potrebbe offrire una variazione interessante, soprattutto al prezzo contenuto a cui viene proposto, per chi ama giochi semplici, "grafici" e carte che valgono anche solo per l'arte che hanno sopra. Se invece sei più per criteri di punteggio rigorosamente oggettivi, strategia fine o interazione competitiva diretta, sicuramente questo non fa per te, ma mi pare anche evidente, insomma.



Complessità: 1/5


Numero giocatori: 1-4


Durata: 30-40 minuti


FORTOMETRO

Orso (Competitivo): 7/10

Koala (Equilibrio): 8,5/10




Rigiocabilità: Moderata. L'intreccio tra immagini e parole riesce a rinnovare le partite, anche se le immagini restano sempre quelle.


Fattore Fortuna: Alto. Capire quando andare per primi e riuscire ad incastrare bene immagini e parole è importante, ma alla fine vengono pescate a caso.


Parlando di soldini: Mozaïk è da poco arrivato in Italia, con un prezzo di circa 20€, ed è disponibile nei principali store online e fisici. Un'espansione con nuove immagini e qualche piccola meccanica aggiuntiva è già stata annunciata.


Aspetto preferito: Dire "le illustrazioni" è scontato, ma vero. Anche il modo in cui diventa complesso e richiede di ragionare più attentamente del previsto, soprattutto nei round finali.


Problematiche: Alcune immagini possono essere variamente interpretate e ciò porta talvolta a discussioni e disaccordi sulla validità dei posizionamenti. Soprattutto se si è solo in due.


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