top of page

Reforest

  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

TEMA

Nella lussureggiante selva di giochi su natura e piantine, Reforest prova a fare qualcosa di diverso e più articolato, ispirandosi alla flora reale della costa nord-occidentale del Pacifico. Piante, arbusti, alberi, animali visitatori: tutto è collegato e ha rimandi alla natura reale. Le piante basse preparano il terreno per quelle grandi, alcune specie prosperano vicino ad altre, e gli animali arrivano solo se l’habitat è compatibile. Il gameplay tenta quindi di intrecciarsi con il tema e non rimanere completamente astratto, come spesso accade nei giochi con piantine e simili.


OBIETTIVO

Creare l’ecosistema forestale più ricco, accumulando punti tramite piante e visitatori animali.


MECCANICHE e TURNO DI GIOCO

Nella sua essenza, il gioco è un tableau building all'apparenza molto semplice, ma in realtà piuttosto impegnativo mentalmente. L'Hand management è presente perché le carte sono anche "risorsa" e vi è un semplice pool comune da cui attingere, ovvero un Open Draft. Nel proprio turno, si possono fare due cose: o raccogliere nuove piante oppure giocarle nella propria foresta. Il proprio tableau rappresenta una montagna ed è diviso su tre livelli di altitudine, dal più basso al più alto. Si può piantare in uno spazio vuoto o su uno già occupato da un'altra pianta, che rischia però di essere soffocata; inoltre, solo piante con un valore di "altezza" più alte rispetto a quella che si va a coprire potranno essere giocate lì. Tutto il gioco si sviluppa attorno alla gestione dello spazio davanti a sé e delle carte in mano, che svolgono anche la funzione di risorsa spendibile per piantare.


Ogni pianta ha infatti requisiti di altezza ed habitat. Alcune possono stare solo nei livelli bassi della montagna, altre crescono sopra specie precedenti, quasi soffocandole ma sfruttandole come base. Per pagare nuove carte si devono spesso scartare altre piante dalla mano, che fungono da nutrienti, o "sacrificare" quella su cui stai piantando la nuova pianta più alta. E nessuna pianta può essere posizionata sopra una di un'altezza maggiore. Ed è qui che il gioco inizia a far spremere le meningi, perché ogni carta può essere risorsa, opportunità immediata per le sue abilità o futura combo papabile, e ognuna di esse è diversa dalle altre. Da ciò si capisce come il peso di ogni arborea scelta si senta sulla propria psiche.


Alla fine di ognuno dei tre round entrano in gioco anche i visitatori animali, che sono creature che premiano determinate caratteristiche della foresta, come presenza di maggior numero di frutti, fiori o particolari habitat. Per ottenere più punti, bisogna anche considerare questo fattore, mentre si cerca di realizzare un ambiente efficace.

Rispetto a tanti altri tableau builder petalosi “zen”, qui c’è una gestione dello spazio e della mano molto più sentita. La foresta evolve, si sovrappone, cambia struttura, divenendo però anche più difficile da modificare con il progredire della partita, poiché rimarranno solo piante alte e non sostituibili. Questo rende le decisioni più interessanti e le risorse sempre limitate. Ho davvero avvertito l'importanza di ogni singolo turno.


CONCLUSIONI

Reforest rischia di passare inosservato e perdersi nella foresta di titoli con questo tema, ma per essere un gioco solamente di carte riesce piuttosto bene a trasmettere l’idea di un ecosistema interconnesso e che cresce, certo al rischio di diventare talvolta un po' pesante. Consigliato per chi ama questo tema, cerca un gioco di carte facilmente trasportabile ma comunque con una sua dose non indifferente di complessità. Ma da evitare se si cercano interazioni dirette e giochi di carte più rapidi e intensi.



Complessità: 2/5


Numero giocatori: 1-4


Durata: 40 - 60 minuti


FORTOMETRO:

Orso (Competitivo): 7/10

Volpe (Esploratore): 7,5/10

Scoiattolo (Stratega): 7/10

Leone (Cooperativo): 6,5/10




Rigiocabilità: Bassa. Ad ogni partita le carte escono tutte, più volte. Vero che se ne useranno di diverse, ma alla fin fine sempre quelle sono. Unica vera variabile sono gli animali visitatori, ovvero gli obiettivi secondari da completare ogni round, che sono estratti a caso a inizio partita. La rigiocabilità però aumenta aggiungendoci l'espansione Old Growth.


Fattore Fortuna: Moderato/Alto. Essendo un gioco solo di carte, che si basa su pescare da un unico mazzo e un piccolo mercato comune, molto dipende da cosa trovi. E le carte sono tutte diverse.


Parlando di soldini: Il gioco base Reforest va intorno ai 30-35 €, ma attualmente non è facilissimo da reperire, se non in store online specializzati o da terze parti.

Vi è anche l'espansione standalone Old Growth, che amplia l'esperienza e viene venduta con una scatola più grande che può contenere anche la versione base di Reforest.


Aspetto preferito: Le illustrazioni sono realistiche e carine. Apprezzabili le curiosità in basso alle carte per ogni pianta/animale. Le carte ricircolano ad ogni round e dunque hai occasione di rivederle anche se le scarti per usarle come risorse.


Problematiche: Il fatto che ogni singola carta sia diversa e che se ne peschino tante fa sì che l’impegno mentale sia sempre alto, sicuramente sopra la media per un gioco solo di carte. Per la stessa ragione può essere difficile formulare una vera e propria strategia.

Post recenti

Mostra tutti

Commenti


bottom of page