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- Kingdom Death: Monster
Questo colosso da tavolo non è solo un gioco cooperativo , ma un'esperienza narrativa densa di scelte difficili, nemici formidabili e incubi orrorifici. Dimenticate i classici eroi che sconfiggono mostri e salvano regni in difficoltà: tornare alla base tutti vivi e interi, con un pugno di risorse per potenziarsi e riuscire così a sopravvivere qualche giorno in più, sarà già un gran bel successo. Come struttura si tratta di un boss battler , molto difficile e punitivo, che saprà ricompensare strategie efficaci ma che richiederà anche un piccolo intervento da parte della buona sorte, di tanto in tanto. L'ambientazione è un mondo tetro e surreale, pieno di pericoli e creature grottesche. I giocatori controllano un gruppo di sopravvissuti che si risvegliano in una terra desolata e devono dare la caccia a esseri mostruosi per sopravvivere. L'atmosfera è fortemente ispirata all'horror gotico, ma ciò che distingue Kingdom Death: Monster è la sua capacità di raccontare una storia avvincente senza una struttura narrativa tradizionale, fatta eccezione per alcuni eventi e boss predefiniti. Eventi, creature e sfide si combinano per creare una storia in evoluzione. Ogni battaglia e decisione hanno un impatto diretto sul futuro dell'insediamento e dei suoi abitanti. E il peso di queste conseguenze è decisamente avvertito dal giocatore... Il gioco vede l'alternarsi di tre fasi: quella dell' Insediamento , dove si utilizzeranno le risorse ottenute da battaglie ed eventi per realizzare equipaggiamenti, strutture e potenziamenti per i nostri poveri sopravvissuti; quella della Caccia , in cui si dovrà compiere un percorso costellato da eventi (alcuni casuali, altri no) che impatteranno fortemente sulla squadra; quella dello Showdown, dove effettivamente si combatterà contro i mostri e si cercherà di sconfiggerli, limitando al minimo le proprie perdite. Kingdom Death: Monster è un gioco da tavolo che offre un'esperienza ricca e coinvolgente per i giocatori che desiderano temi oscuri, strategie complesse e campagne di gioco a lungo termine. È un investimento di tempo e denaro, ma per i fan dell'horror, della cooperazione strategica e delle storie tormentate è un viaggio senza precedenti. Sebbene la curva di apprendimento ripida e il costo elevato possano scoraggiare alcuni, chi si immerge in questo mondo mostruoso lo troverà sicuramente indimenticabile. Complessità: 4,5/5 Numero giocatori: 1-4 Durata: 3 - 4 ore, almeno Orso (Competitivo): 9,5/10 Volpe (Esploratore): 10/10 Scoiattolo (Stratega): 9/10
- Dwellings of Eldervale
Dwellings of Eldervale è un gioco da tavolo strategico che unisce magistralmente le dinamiche di worker placement , di controllo d'area e di gestione delle risorse , su un campo da gioco modulare , il tutto in un'ambientazione fantasy coinvolgente, in cui ogni giocatore assume il comando di una fazione asimmetrica con abilità specifiche e uniche. Il gioco si sviluppa tramite l'esplorazione della mappa modulare a esagoni, la raccolta di risorse, il combattimento di potenti mostri e la costruzione di abitazioni - "dwellings", appunto - al fine di rivendicare il territorio e aumentare il proprio potere in un determinato elemento magico. I giocatori a turno schierano lavoratori e altri tipi di unità, ognuna con capacità diverse, per ottenere tutti i vari effetti che il tabellone offre. Si può diventare più abili in ognuna delle diverse scuole di magia, usufruendo di effetti aggiuntivi, carte che vadano a sbloccare abilità permanenti o semplicemente per ottenere più punti a fine partita e conseguire la vittoria. I lavoratori stessi possono essere convertiti in modo permanente in "casette", assicurando il controllo di un territorio e sbloccando al contempo nuovi livelli di potere magico, che si tradurranno anche in punti vittoria alla fine della partita. Questo processo decisionale aggiunge una dinamica interessante: tenere mobili e disponibili i lavoratori per gli effetti sul tabellone, oppure investire nel dominio a lungo termine, trasformandoli in statiche casette? Che si tratti di combattere mostri, costruire abitazioni o sconfiggere gli avversari in combattimento diretto, ogni decisione è percepita come significativa e soddisfacente dal giocatore, che si sente davvero al comando di un popolo di combattivi orchi o di industriosi nani, alla ricerca della via più efficace per dominare infine su tutta Eldervale. Complessità: 3/5 Numero giocatori: 1-5 Durata: 2 h Orso (Competitivo): 8,5/10 Volpe (Esploratore): 8/10 Leone (Cooperativo): 7,5/10
- Black Rose Wars
Ambientato in un mondo fantasy ricco di magia, Black Rose fa vestire i giocatori i panni di potenti maghi, in competizione per diventare il Magister Supremo dell'Ordine della Rosa Nera. Il gioco è un competitivo che ricorda un battle-arena , ma più profondo, con deck building , controllo d'area e profondità decisionale costante. Ogni mago ha abilità uniche e accesso a diverse scuole di magia, dalle classiche e intramontabili Distruzione, Illusione e Necromanzia, alle più insolite, come Bardica o Runica. L'obiettivo è guadagnare punti completando le missioni, lanciando potenti incantesimi e dominando la stessa accademia della Rosa Nera e le sue numerose stanze... e quando la magia non basta, si può sempre contare sui cari vecchi pugni per prevalere sugli altri. Il gioco si sviluppa su diversi turni, in cui i giocatori pianificano le loro azioni programmando gli incantesimi dal loro grimorio personale. Le carte vengono selezionate in segreto, aggiungendo un tocco di anticipazione e strategia nel tentativo di anticipare gli avversari e preparare contromosse adeguate. Quindi, si passerà all'azione, in cui ogni partecipante a turno dovrà utilizzare una delle carte precedentemente preparate (nell'ordine in cui l'aveva fatto!), oppure svolgere un'azione fisica, ovvero muoversi, attivare stanze o attaccare corpo a corpo. Black Rose si basa molto sull'interazione tra i giocatori, con frequenti opportunità di scontro diretto, indiretto e di sabotaggio. La mappa di gioco è modulare, con numerose aree, ognuna con un proprio effetto da sfruttare a proprio vantaggio. Insomma, ci sono numerose componenti strategiche da tenere in considerazione contemporaneamente, ma diventare un arcimago non può certo essere una passeggiata! Complessità: 3,5/5 Numero giocatori: 2-4 (5 con l'espansione relativa) Durata: 3 h Orso (Competitivo): 8,5/10 Volpe (Esploratore): 5,5/10 Scoiattolo (Stratega): 8/10
- Return to Dark Tower
Return to Dark Tower è un gioco fantasy cooperativo che reimmagina per il pubblico moderno un titolo che già nel 1981 era stato incredibilmente all'avanguardia, "The Dark Tower". Ogni partecipante impersona un eroe con le proprie abilità e la propria fetta di regno, e dovranno unire le forze per respingere la minaccia che inabita le loro terre. Al centro di questa esperienza immersiva si trova un'imponente torre elettronica, che funge sia da meccanica di gioco centrale che da ipnotico punto focale del campo. Il male antico da fronteggiare si annida proprio dentro questa Torre Nera. Come eroi di tale mondo fantastico, dovranno collaborare tra loro, sfruttando le proprie capacità uniche, per respingere gli attacchi della Torre e dei suoi scagnozzi, identificare la forza malvagia al suo interno, carpirne le debolezze e infine sconfiggerla. La torre che domina il tabellone circolare di Return to Dark Tower non è, appunto, solo un elemento scenografico, ma un vero e proprio attore meccanico del gioco. Alta, imponente e minacciosa, questa struttura in plastica nera connessa a un'applicazione dedicata si illumina, ruota, emette suoni inquietanti e, soprattutto, espelle piccoli teschi di plastica che rappresentano la corruzione che si diffonde nel regno. L'effetto scenico è semplicemente strabiliante: la torre cattura immediatamente l'attenzione di chiunque si sieda al tavolo, creando un'atmosfera di tensione e meraviglia che pochi altri giochi riescono a eguagliare. La presenza fisica della torre è talmente dominante che a volte può persino oscurare parzialmente la visuale sul lato opposto del tabellone, costringendo i giocatori ad allungarsi per vedere – un "difetto" che paradossalmente aumenta l'immersione e il senso di oppressione tematica del gioco. Il tabellone principale, diviso in quattro regni, è ricco di dettagli e le miniature degli edifici sono finemente scolpite. Tramite l'applicazione collegata alla torre, il mondo agirà e reagirà alle azioni dei giocatori, che ogni turno si sposteranno sulla mappa e dovranno bilanciare diverse priorità: ripulire il regno dai teschi (corruzione) espulsi dalla torre, raccogliere risorse per potenziare le proprie capacità o completare missioni, reclutare guerrieri e affrontare nemici di varia natura al servizio della Torre. Alla fine di ogni turno, il giocatore deve inserire un teschio di plastica nella parte superiore della torre, che potrebbe innescare eventi casuali. Questa semplice meccanica crea momenti di tensione palpabile, poiché i giocatori non sanno mai esattamente quando la torre "deciderà" di rilasciare i suoi teschi di corruzione sul tabellone o compiere altre nefande macchinazioni. L'interazione tra l'app e la torre fisica è particolarmente riuscita, rendendo l'esperienza fluida e coinvolgente senza mai risultare invadente o distogliere l'attenzione dal tabellone fisico. Il sistema di progressione degli eroi permette di sbloccare nuove abilità e oggetti durante la partita, arricchendo l'identità ruolistica dell'esperienza e offrendo diverse strade strategiche da provare. I combattimenti, seppur basati almeno in parte sulla fortuna, si integrano bene nel flusso generale del gioco. La vera forza del design risiede nel modo in cui tutte queste meccaniche convergono per creare un'esperienza coesa, dove ogni decisione ha un peso strategico e contribuisce alla narrazione emergente della partita. Insomma, gli eventi guidati dall'app e ciò che la torre fisicamente fa durante la partita creano la sensazione di un mondo vivo e pulsante che reagisce alle azioni dei giocatori e che sembra avere un piano e una volontà propri. Un altro dei punti di forza più evidenti di Return to Dark Tower è la sua straordinaria rigiocabilità. La combinazione di diversi eroi, ciascuno con le proprie abilità uniche, diversi nemici principali e secondari con meccaniche distintive e una varietà di missioni e sfide rende ogni partita un'esperienza fresca e stimolante. Nonostante le numerose qualità, Return to Dark Tower non è privo di alcune criticità che è giusto evidenziare. In primo luogo, il prezzo del gioco è decisamente elevato, posizionandolo nella fascia alta del mercato ludico, sebbene la qualità dei componenti e l'unicità dell'esperienza offerta giustifichino in gran parte l'investimento. In secondo luogo, il gioco richiede batterie per il funzionamento della torre e una dipendenza dall'app (e preferibilmente dall'uso di un tablet, piuttosto che uno smartphone dallo schermo decisamente troppo piccolo), che potrebbe infastidire alcuni. Dal punto di vista pratico, Return to Dark Tower occupa molto spazio sul tavolo, richiedendo una superficie di gioco ampia per ospitare comodamente il tabellone centrale, la torre e le plance individuali dei giocatori. Detto ciò, questo gioco non è semplicemente un'operazione nostalgica, ma un titolo completo e maturo che si guadagna di diritto un posto d'onore nella collezione di ogni appassionato di giochi da tavolo, specialmente per chi ama le esperienze cooperative immersive con un forte elemento narrativo e una presenza fisica importante sul tavolo da gioco. E voi, avrete il coraggio necessario per tentare di sconfiggere la Torre e il male che si annida al suo interno? Complessità: 2,5/5 Numero giocatori: 1 - 4 Durata: 2 - 3 h Orso (Competitivo): 8/10 Volpe (Esploratore): 7,5/10 Leone (Cooperativo): 9,5/10
- Blood Rage
Blood Rage è un intenso gioco competitivo a tema vichingo che fonde strategia, mitologia e viulenta interazione tra i giocatori. Pur essendo essenzialmente un gioco di tipo Area Control , presenta anche dinamiche di Drafting interessanti e una basilare forma di Gestione delle risorse . L'obiettivo del gioco è portare il proprio clan di vichinghi alla gloria eterna, ottenendo più punti degli altri giocatori. Ognuno controlla infatti una fazione di nordici energumeni bramosi di finire con onore nel Valhalla, all'approssimarsi del Ragnarok, la fine del mondo. Il gioco si sviluppa su tre Ere, ognuna composta da vari turni. Ogni Era inizia con il draft, dove scegliere le carte di cui si disporrà nel corso dei successivi turni. All'inizio del turno, con la vostra mano di carte accuratamente draftate e la vostra riserva di punti Furia (punti Azione, in pratica), esaminerete il tabellone, osservando il mondo che si sta progressivamente riducendo di dimensioni con l'avvicinarsi del Ragnarok. A ogni Era, infatti, una regione verrà spazzata via dall'Apocalisse, rendendo gli scontri sempre più inevitabili e intensi. Tuttavia, per un vichingo non c'è onore più grande che morire travolto dal Ragnarok, e questa è una fonte di punti non indifferente. Contemplando il mondo in rovina, avrete quindi diverse opzioni, ma dovrete tenere presente che una volta finiti i Punti Furia, non potrete più fare nulla fino all'inizio dell'Era successiva. Forse sceglierete di invadere una provincia, inviando un vostro feroce guerriero a rivendicare un nuovo territorio. Potreste anche far marciare le vostre orde già presenti attraverso il tabellone, posizionandole per una battaglia futura o per portare a termine una missione segreta, fonte di punti e migliorie per il vostro clan. Se vi sentite particolarmente audaci, potreste decidere di saccheggiare una provincia, scatenando potenzialmente una battaglia con gli altri clan presenti e raccogliendo ricompense in caso di successo. Mentre ponderate le vostre opzioni, infine, potreste anche prendere in considerazione l'idea di potenziare il vostro clan, o persino di reclutare un mostro mitologico temibile per combattere al fianco delle vostre truppe: ogni carta che avete in mano offre infatti vantaggi unici che potrebbero ribaltare le sorti della battaglia a vostro favore, o spazzare via intere armate nemiche. Ricordate sempre il fulcro del gioco e il vostro vero obiettivo: non c'è onore più grande per un vichingo che essere spazzato via dal Ragnarok mentre combatte, finendo dritto nel Valhalla, coperto di sangue e di gloria. Difficoltà: 2,5/5 Numero giocatori: 2-4 (5 con l'espansione relativa) Durata: 2 ore Orso (Competitivo): 9/10 Volpe (Esploratore): 7,5/10 Scoiattolo (Stratega): 8,5/10
- Shards of Infinity
Shards of Infinity è un gioco di carte competitivo ambientato in un universo fantascientifico in cui un artefatto, chiamato “The Infinity Engine”, è stato distrutto un centinaio di anni prima, disperdendo i suoi frammenti nefasti, che hanno alterato la realtà e devastato gran parte del mondo conosciuto. I giocatori assumono il ruolo di potenti leader che si contendono il controllo di questi frammenti, noti appunto come Frammenti dell'Infinito. Ogni partecipante dovrà creare il suo esercito di seguaci e imparare a padroneggiare via via il potere contenuto nel frammento in suo possesso, il tutto prima che ci riescano i suoi avversari. Oppure, potrebbe semplicemente decidere di sconfiggere gli altri, portando i loro punti vita a zero ed evitando così che possano dominare il potere del proprio frammento. Questo gioco è un deck-builder raffinato e coinvolgente che offre un perfetto equilibrio tra accessibilità, rapidità di gioco e profondità strategica, con varie e articolate possibilità su come far evolvere il proprio mazzo. Presenta alcune meccaniche originali e altre più classiche, nel complesso ben amalgamate tra loro, capaci di regalare sempre partite coinvolgenti e in cui non si saprà fino all'ultimo chi ne uscirà vincitore. Complessità: 1,5/5 Numero giocatori: 2-4 Durata: 45 min Orso (Competitivo): 7/10 Volpe (Esploratore): 7,5/10 Scoiattolo (Stratega): 7,5/10
- Radlands
Radlands è un gioco di carte competitivo per due giocatori ambientato in un mondo post-apocalittico, che combina solide meccaniche con un'estetica ipnotica, creando un'esperienza tanto visivamente accattivante quanto strategicamente coinvolgente. L'obiettivo del gioco è distruggere i tre campi base dell'avversario, mentre si proteggono i propri. Ogni turno si basa su un'attenta gestione delle risorse, in quanto i partecipanti hanno solo tre "gettoni" d'acqua (= i punti azione del gioco) alla volta da spendere per schierare i propri personaggi, attivare le abilità o dare inizio a speciali eventi a tempo. Il tema è indubbiamente uno degli aspetti più interessanti. Ispirandosi a Mad Max , il gioco immerge efficacemente i giocatori in una terra desolata, dove l'acqua è la valuta corrente. Lo stile artistico brilla di luce propria, ma è luce al neon: i colori sgargianti contrastano nettamente con l'ambientazione desolata, infondendo al gioco un'energia elettrica che sembra allo stesso tempo caotica ed elegante. Gli accampamenti - ognuno con abilità uniche - servono sia come risorse strategiche che come simboli di sopravvivenza, aggiungendo profondità al gameplay. Siccome questi campi dei giocatori vengono estratti a caso da un pool a inizio partita, la rigiocabilità risulta elevata e ogni partita sarà un po' diversa dalle precedenti. Insomma, un titolo da avere, soprattutto per chi cerca un gioco competitivo ben fatto e appositamente pensato per 2 giocatori. Complessità: 2/5 Numero giocatori: 2 Durata: 45 min - 1 h Voto Orso (Competitivo): 8/10 Voto Volpe (Esploratore): 8/10
- Il tesoro degli Incas (1987)
Il tesoro degli Incas , pubblicato da Ravensburger nel 1987, ci trasporta in un'emozionante caccia al tesoro nelle antiche terre del Sud America. I giocatori assumono il ruolo di esploratori alla ricerca dell'oro nascosto in uno dei misteriosi templi sparsi sulla plancia, per poi riportarlo al campo base cercando di non farselo fregare dagli altri avidi partecipanti. Per muoversi nella giungla, tuttavia, dispongono di risorse limitate, ed è facile smarrirsi: dovranno lanciare i dadi e utilizzare carte bussola per determinare le direzioni che potranno prendere. Senza la carta bussola del Nord, per esempio, non ci si potrà spostare verso "l'alto". Vagando nel verde incontaminato, i partecipanti dovranno utilizzare saggiamente le loro risorse, cercando di fare tappa sulle caselle Bussola per ottenere nuove carte utili a spostarsi, e facendo attenzione alle caselle Incas, su cui potrebbero imbattersi in vari pericoli o nella popolazione locale, non sempre particolarmente accomodante. Il gioco si inserisce perfettamente nel contesto storico e culturale dei giochi da tavolo degli anni '80: una vera e propria esplosione di creatività, con titoli che spaziavano dai quiz alle avventure, dalle strategie ai giochi di ruolo. In particolare, il gioco riflette la passione dell'epoca per le ambientazioni esotiche e le cacce al tesoro. Le meccaniche di gioco che combinano elementi di fortuna (lancio dei dadi) con decisioni strategiche (uso delle carte bussola), sono rappresentative dello stile di gioco dell'epoca, che mirava a bilanciare casualità e abilità per creare esperienze divertenti e accessibili a tutta la famiglia. Inoltre, il gioco si inserisce in un periodo in cui i giochi da tavolo stavano vivendo una rinascita, in parte come reazione all'emergere dei videogiochi. Titoli come questo offrivano un'alternativa tangibile e sociale all'intrattenimento elettronico, permettendo alle persone di riunirsi attorno a un tavolo per condividere momenti di divertimento, avventura e competizione.
- Wyrmspan
Wyrmspan porta il fantasioso mondo dei draghi in picchiata dritto sul vostro tavolo. Successore spirituale dell'acclamato Wingspan , questo gioco fa volare con un tema fantasy accattivante e meccaniche di gioco riviste, migliorate e rinnovate rispetto al precedente. Si tratta di un gioco di carte competitivo , con un mercato comune al centro del tavolo ( open drafting ) e basato sulla creazione e gestione di un "allevamento" efficiente di draghi ( engine building ). I giocatori assumono il ruolo di dracologi dilettanti, in competizione per creare il più imponente rifugio per draghi, scavando grotte dove farli abitare e attirando varie creature per farle pacificamente appollaiare al loro interno, nel tentativo di creare un habitat accogliente e funzionale. Il tema del gioco è splendidamente realizzato attraverso i suoi componenti: Wyrmspan presenta quasi 200 carte drago illustrate in modo unico, ognuna delle quali raffigura una specie diversa con le proprie abilità e caratteristiche, con precisione tale da farle sembrare creature verosimili. Vi è anche un piccolo libro, nella scatola, che illustra le peculiarità delle varie specie e le presenta come una vera piccola enciclopedia. Le illustrazioni, pur essendo diverse da quelle realistiche dei volatili di Wingspan, catturano l'essenza mistica dei draghi attraverso uno stile acquerellato leggero e fiabesco. Il gioco si sviluppa tramite la costruzione di combo, di meccanismi efficaci tra draghi affini e di strumenti per incrementare il proprio punteggio finale con bonus post-partita, richiedendo ai giocatori di pianificare attentamente le loro mosse e di mettere insieme draghi che, tra loro, stiano effettivamente bene. Sia che siate fan di Wingspan alla ricerca di una nuova sfida, sia che siate dei neofiti del genere affascinati dai draghi e dal fantasy, Wyrmspan offre un'esperienza di gioco coinvolgente e gratificante che vi farà sentire dei veri e propri addestratori di creature fantastiche. Siete pronti a far crescere il vostro Norberto? Complessità: 2,5/5 Numero giocatori: 1 - 5 Durata: 1 - 2 h Voto Orso (Competitivo): 7,5/10 Voto Volpe (Esploratore): 7/10 Voto Leone (Cooperativo): 7/10 Voto Scoiattolo (Stratega): 7/10
- Rising Sun
In Rising Sun i giocatori si troveranno immersi in un mondo in cui la mitologia giapponese è assolutamente reale e si fonde con le dinamiche proprie del mondo feudale per come lo conosciamo. Il gameplay è un delicato equilibrio di diplomazia , controllo d'area , strategia e combattimento, in cui il tema e l'ambientazione sono resi ottimamente. Il gioco si svolge nell'arco di tre stagioni, ciascuna composta da una fase Politica e una fase di Guerra, che hanno luogo dopo che i giocatori hanno stabilito (fragili) alleanze tra loro. Durante la fase Politica, i giocatori scelgono a turno i Mandati, che determinano le azioni disponibili per tutti i partecipanti durante un turno, con bonus per se stessi e per i propri alleati. Questa meccanica crea situazioni interessanti, in quanto si dovrà tenere in considerazione non solo le proprie strategie, ma anche come le scelte potrebbero avvantaggiare o ostacolare gli avversari. Sarà importante, inoltre, non favorire troppo gli "alleati": il vincitore è comunque uno solo, alla fine. Con i Mandati sarà possibile reclutare nuove truppe, riscuotere tributi nei territori controllati, comprare potenziamenti per la fazione o muoversi sulla plancia, insieme a tutti gli altri giocatori. O anche pugnalare alle spalle il proprio attuale alleato, al prezzo di essere macchiati dal disonore... La fase di Guerra presenta poi aspetti decisamente unici. Invece di affidarsi ai dadi o a semplici carte combattimento, le battaglie vengono risolte attraverso un sistema di "puntate" . I giocatori assegnano segretamente le proprie risorse a diversi vantaggi bellici, e solo chi avrà messo il maggior numero di risorse potrà usufruirne: ciò va a creare momenti di tensione, di bluff e di ripensamenti continui. Rising Sun attua efficacemente il concetto di alleanze mutevoli nel suo gameplay, lasciandovi con un senso di incertezza fino alla fine su chi dominerà il Giappone e, ancora di più, su chi è veramente vostro alleato: il tradimento degli altri signori feudali è sempre dietro l'angolo. Complessità: 3/5 Numero giocatori: 3-5 Durata: 3 - 4 h Voto Orso (Competitivo): 8/10 Voto Volpe (Esploratore): 7/10 Voto Scoiattolo (Stratega): 7,5/10
- Bears VS Babies
Bears vs Babies è un demenziale gioco di carte che contrappone le mostruose e divertenti creazioni dei giocatori a orde di agguerriti infanti. Creato dalle menti dietro Exploding Kittens, questo titolo porta in tavola una miscela unica di (molto) semplice strategia, umorismo e follia. La meccanica di base ruota attorno alla costruzione di creature bizzarre assemblando varie parti del corpo - testa, tronco e arti - che i giocatori pescano a turno dal mazzo. Quindi, quando ci si sentirà pronti e abbastanza potenti, si dovrà Provocare un esercito di neonati e confrontare la forza dei propri mostri con quella degli altri giocatori e dei perfidi bimbi. Il giocatore con i mostri più forti otterrà punti, a patto che non siano i neonati a trionfare... Comunque vada, i mostri coinvolti verranno disassemblati e per partecipare a nuove battaglie bisognerà rimettere insieme i pezzi, cominciando nuove stravaganti creature, fino a poter battagliare nuovamente con gli infanti. Chi costruirà le creature in grado di annichilire il maggior numero di schiere neonate? Lo scoprirete solo procurandovi la graziosa e inconfondibile scatola pelosa di questo gioco pazzo sgravato. Complessità: 1/5 Numero giocatori: 2-5 Durata: 20- 30 min Voto Orso (Competitivo): 5/10 Voto Volpe (Esploratore): 5/10 Voto Leone (Cooperativo): 6/10 Voto Scoiattolo (Stratega): 5/10 Voto Koala (Equilibrio): 6/10
- Ludorank 2024
Il 2024 è stato un anno in cui non abbiamo giocato a tanti titoli, ma abbiamo giocato tanto a un titolo, e difatti la graduatoria parla chiaro, il vincitore appare lampante. Kingdom Death: Monster si erge con un certo stacco sopra tutti gli altri titoli che abbiamo raccontato nell'anno passato, in quanto gioco unico nel suo genere: una campagna punitiva e immersiva, in cui ti affezioni a ogni tuo personaggio pur sapendo che da un momento all'altro potresti perderlo, anche solo per un buco nel terreno in cui sventuratamente cade. Dwellings of Eldervale detiene un solido secondo posto e come gioco strategico asimmetrico ad ambientazione fantasy classica ha sicuramente un angolino speciale nel cuore della Corte. Segue Harmonies, di recente aggiunta alla collezione, che ha però carpito subito affetti e interesse con le sue illustrazioni tenerelle, il tema astratto ma reso alla perfezione e il gameplay semplice da imparare ma difficile da padroneggiare. Trofei aggiuntivi speciali per i giochi il cui post è stato pubblicato quest'anno: La coppa Orso, per il titolo con le interazioni tra giocatori più dirette, soddisfacenti e viulente va a Black Rose Wars, che è nella collezione da anni e che mi dà sempre gioia quando si tratta di lanciare palle di fuoco devastanti ai miei amichetti; La coppa Volpe, per le meccaniche più uniche e originali, è assegnata con non troppa difficoltà proprio a KDM. Molte dinamiche sono uniche in questo gioco, ma a convincere la Volpe della Corte è il fatto che sì, ci siano eroi come in molti dungeon crawler o boss battler, ma si tratta di un pool di soggetti a cui è bene non affezionarsi troppo... gli eroi non sono davvero eroi, quanto piuttosto poverelli superstiti. La coppa Scoiattolo va ad Harmonies, perché è il più puccioso di tutti. Non c'è molto da aggiungere, direi. La coppa Leone finisce infine ad Herbaceous, un gioco che si ha sempre voglia di fare, tranquillo e rilassante, ma che regala comunque qualche brividino di rissschio.











